martedì 17 settembre 2013

Al sonno di John Keats

 
 
Oh tu che dolcemente la quieta notte imbalsami,
i nostri occhi già lieti del buio chiudendo
con attente e benigne dita; tu, che dalla luce li proteggi,
l'ombra donandogli del divino oblio,
tu, dolcissimo sonno: Tronca, se lo vuoi,
quest'nno a te dedicato - acconsentono i miei occhi.
Oppure, per un poco, dal mio letto il tuo papavero
allontana, e la sua materna carità.
E poi però salvami, o il giorno passato splenderà
sul mio guanciale generando molti affani;
Si, salvami dalla coscienza curiosa che, scavando
come una talpa, le sue forze accumula contro l'oscurità.
E abilmente la tua chiave gira poi nella toppa oliata
del tacito scrigno ove l'anima mia va sigillata.


dal libro Keats  Poesie - Oscar Mondadori

giovedì 12 settembre 2013

La pace di Alda Merini

 
La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t'ama.
 
ALDA MERINI
(a Enrico Baj)

domenica 8 settembre 2013

David Maria Turoldo


 
 
No, credere a Pasqua non è giusta fede:
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera è al venerdì santo, quando Tu non c’eri lassù
Quando non una eco risponde al suo alto grido
e a stento il Nulla dà forma alla tua assenza