domenica 17 febbraio 2013

Il sogno di John Donne



Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.
Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così (poichè tu ami il vero)
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioia mi avrebbe destato
e venisti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.
Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quell’amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.
Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.


JOHN DONNE

3 commenti:

  1. John Donne è, in assoluto, per tutti e tempi e tutti i paesi, il poeta che preferisco.
    Ogni sua lirica è, nel contempo perla di saggezza ed emozione.
    E,con lui, non manco mai di chiedermi chi suona la campana.

    RispondiElimina
  2. Versi ad un tempo di aulica solennità e di intenso sentimento.

    RispondiElimina
  3. Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
    più giusto per me non sognare tutto il sogno,
    ora viviamo il resto.
    Meravigliosi versi! Saranno anche di altri tempi, ma a me piacciono intensamente per la grande sensibilità che emanano.
    Ciao Luigina, a presto

    RispondiElimina