domenica 28 ottobre 2012

I sonetti del ritorno di Guido Gozzano


II
Il profumo di glicini dissipi
l'odor di muffa e di cotogna. Sotto
la viva luce palpiti il salotto!
E il mio sogno riveda i suoi principi

nei frutti d'alabrastro sugli stipi -
martirio un tempo del fanciullo ghiotto -
nei fiori finti, nello specchio rotto
nelle sembianze dei dagherrotipi.

O Casa fra l'agreste e il gentilizio,
coronata di glicini legghiadre,
o in mezzo ai campi dolce romitaggio!

Fu bene in te, che, immune d'artifizio,
serenamente il padre di mio padre
visse la vita d'un antico saggio!

domenica 21 ottobre 2012

Tu sei per la mia mente, di W.Shakespeare


Padova

Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.

Come le piogge di primavera, sono per la terra.

E per goderti in pace, combatto la stessa guerra

che conduce un avaro, per accumular ricchezza.

Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,

roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.

Prima, voglioso di restare solo con te,

poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.

Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,

subito dopo, affamato di una tua occhiata.

Non possiedo, né perseguo alcun piacere,

se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.

Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,

di tutto ghiotto,

e d'ogni cosa privo.





giovedì 11 ottobre 2012

Superba è la notte di Alda Merini



La cosa più superba è la notte

quando cadono gli ultimi spaventi

e l'anima si getta all'avventura.

Lui tace nel tuo grembo

come riassorbito dal sangue

che finalmente si colora di Dio

e tu preghi che taccia per sempre

per non sentirlo come rigoglio fisso

fin dentro le pareti.



martedì 9 ottobre 2012

Quante ombrose dimore hai già sfiorato di Mario Luzi


Quante ombrose dimore hai già sfiorato,

anima mia, senza trovare asilo:

dal sogno rifluivi alla memoria,

da memoria tornavi a essere un sogno,

per via ti sorprendeva la bufera.



Senza felicità, senza speranza

di quiete - ma guarda come il volto

puramente contiene il tuo destino

a volte ti levavi rischiarata

dalla ragione, a volte ti eclissavi.



Vivi, incredibilmente ti fu dato;

esisti, come sia lo chiedo ancora

al passato, a quest'ora in cui più lieve

la montagna di sé scolpisce il sole

e la sera che il mare fugge e implora.

domenica 7 ottobre 2012

Oh tu, il cui volto ha patito il vento invernale di John Keats


Oh tu, il cui volto ha patito il vento invernale,
I cui occhi han visto nuvole di neve sospese nella nebbia
E le nere vette degli olmi tra stelle di ghiaccio:
Per te soltanto la primavera sarà tempo di raccolto.
Oh tu, il cui unico libro la luce è stata
Dell’oscurità totale, di cui ti nutristi
Notte dopo notte, quando Febo era lontano:
Per te soltanto la primavera sarà tre volte mattino.
Oh, non tormentarti per sapere -non so nulla io,
Pure nasce il mio canto spontaneo di calore;
Oh, non tormentarti per sapere -non so nulla io,
Pure la sera m’ascolta. Chi pensieroso
Per il suo ozio s’attrista, non è ozioso,
E ben sveglio è chi pensa di dormire.

John Keats