domenica 29 aprile 2012

Ode a un mattino del Brasile di Pablo Neruda



Questo è un mattino

del Brasile. Vivo dentro

un violento diamante,

tutta la trasparenza

della terra

si è materializzata

sulla

mia fronte,

si muove appena

la ricamata vegetazione,

il rumoroso cinto

della selva:

ampia è la chiarità, come una nave

del cielo, vittoriosa.




Tutto cresce,

alberi,

acqua,

insetti,

giorno.

Tutto finisce in foglia.

Son convenute

tutte

le cicale,

nate, vissute

e morte

da quando esiste il mondo,

e qui cantano

in un solo raduno

con voce di miele,

di sale,

di segheria,

di violino in delirio.


 

Le farfalle

ballano

rapidamente

un

ballo

rosso

nero

arancio

verde

azzurro

bianco

granata

giallo

violetto

nell'aria,

sui fiori,

sul nulla,

volanti,

successive

e remote.




Disabitate

terre,

cristallo

verde

del mondo,

in qualche

regione

un ampio fiume

precipita

in piena solitudine,

i sauri guardano

le acque micidiali,

miriadi di esseri lenti

schiacciati

dalla cieca boscaglia

cambiano pianta, acqua,

acquitrino, caverna,

e l'aria è attraversata

da uccelli fiammeggianti.


Un grido, un canto,

un volo,

una cascata

s'incrociano da una chioma

di palma

fino

all'alberatura

del bambù innumerevole.



Il meriggio

arriva

quieto,

si propaga

la luce quasi fosse

comparso un nuovo fiume

che scorresse e cantasse

colmando l'universo:

bruscamente

tutto

rimane

immobile,

la terra, il cielo, l'acqua

son pura trasparenza,

il tempo si è fermato

e tutto è dentro

il suo scrigno di diamante.



PABLO NERUDA






sabato 21 aprile 2012

Ora sussurro (tra la natura..le mie emozioni) di CARLA COLOMBO


Cercherò fremiti
in foglie tremule
d'alberi non ancora spogli
e colori in cieli immensi
di paesi lontani,
attesa di chissà
quale brezza mattutina
e di tela nuova.

Cercherò onde
in acque cullanti
di marine turchine
e paradisi
in volte stellate
di universi immaginari,
attesa di chissà
quale mare sognante
e di luce unica.

Cercherò parole
in pagine ricamate
di libri antichi
e note
in righi polverosi
di spartiti ingiallit,
attesa di chissà
quale favola reinventata
e di canzone melodiosa.

Cercherò ..ma ora sussurro
in attesa di te!

CARLA COLOMBO da libro 10° Concorso POESIE ANTEAS VARESE
PREMIO ANTEAS 2008

lunedì 16 aprile 2012

I tuoi occhi di Gianfranco Gori

Se fossi un poeta
scriverei i sorrisi.

Se fossi un poeta
sorriderei alla vita.

Se fossi un poeta
vivrei l'amore.

Se fossi un poeta
amerei anche il pianto.

Se fossi un poeta
piangerei con i tuoi occhi.


I tuoi occhi
che vedono un poeta.

POESIA DI GIANFRANCO GORI

sabato 14 aprile 2012

Scendi, Pioggia di Alessandro Montalto

Chissà per quale raziocinio
delle essenze a me confinanti,
eppure, in questo dì, sono giubilante,
proprio da stamani.

Talmente sfavillante,
da far cedere assolta la pioggerella,
tollerandole di aspergere soprabito,
zazzera e taccuino,
come fosse acquasanta,
sino a depennare la china stessa
dai miei versi, senza, in me,
astiosa collera o maledizione.


ALESSANDRO MONTALTO

domenica 8 aprile 2012

E' Pasqua di R. Piumini


E' Pasqua - di Roberto Piumini -



Alla Pasqua

dell'anno passato

un palloncino

mi era scappato.

Mi era scappato

nell'alto del cielo,

io lo guardavo

e piangevo piangevo.

Anche quest'anno

un pallone è volato

ma io ho riso

felice e beato.

Il palloncino

è andato lassù

ma io quest'anno

non piango più.