sabato 10 marzo 2012

In morte di Giulio Verne di Guido Gozzano


O che l'Eroe che non sa riposi

discenda nella Terra, o che si libri

per le virtù di cifre e d'equilibri

oltre gli spazi inesplorati ed osi



tentar le stelle, o il Nautilo rivibri

e s'inabissi in mari spaventosi:

Maestro, quanti sogni avventurosi

sognammo sulle trame dei tuoi libri!



La Terra il Mare il Cielo l'Universo

per te, con te, poeta dei prodigi,

varcammo in sogno oltre la Scienza.



Pace al tuo grande spirito disperso,

tu che illudesti molti giorni grigi

della nostra pensosa adolescenza.

2 commenti:

  1. Non conoscevo questa poesia,dedicata a quell'autore,oggi mi sembra un po'snobbato,che ha fatto sognare,immaginare me bambino, e tanti altri.
    Quando per viaggiare bisognava chiedere aiuto alla fantasia.

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  2. Neppure io conoscevo questa poesia, un po' retorica, invero, come costume di quegli anni. Ma Verne mi ha dato con i condensati dei suoi romanzi tante gioie da bambino, così come mi ha fornito di recente utili indicazioni su tanti viaggi di esplorazione.

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