mercoledì 21 marzo 2012

IL GELSOMINO NOTTURNO di Giovanni Pascoli


IL GELSOMINO NOTTURNO



E s'aprono i fiori notturni,

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra

va col suo pigolìo di stelle.

Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento...

E` l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.


GIOVANNI PASCOLI

6 commenti:

  1. Questa poesia me la ricordo bene, perchè è stata il tema di un mio esame all'università...
    molto bella, Pascoli l'aveva scritta per due sposi e il loro bambino.
    Ciao, a presto

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  2. Veramente una lirica magnifica! Scelta ponderata la tua, Luigina, per l'inizio di primavera ... tutto germoglia e si schiude alla vita. Un bacio

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  3. Anelito dolente del poeta romagnolo!

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  4. CARA LUIGINA .
    Questa poesia l'avevo letto molti anni fà , a dire il vero non la ricordavo più . Ho provato una grande emozione nel leggerla , una lirica che solo Giovanni Pascoli poteva scriverla . Grazie.
    CIAO LINA

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  5. Poesia stupenda per un bellissimo fiore. Ciao Luigina e buona giornata. Ora vado nell'altro blog.

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  6. Una poesia che sa di primavera.

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