domenica 8 gennaio 2012

LA GIOIA DI SCRIVERE DI WISLAWA SZYMBORSKA

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?


Ad abbeverarsi a un’acqua scritta

che riflette il suo musetto come carta carbone?

Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,

da sotto le mie dita rizza le orecchie.

Silenzio — anche questa parola fruscia sulla carta

e scosta

i rami generati dalla parola«bosco».



Sopra il foglio bianco si preparano al balzo

le lettere che possono mettersi male,

un assedio di frasi

che non lasciano scampo.



In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta

di cacciatori con l’occhio al mirino,

pronti a correr giù per la ripida penna,

a circondare la cerva, a puntare.



Dimenticano che la vita non è qui.

Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.

Un batter d’occhio durerà quanto dico io,

si lascerà dividere in piccole eternità

piene di pallottole fermate in volo.

Non un cosa avverrà qui se non voglio.

Senza il mio assenso non cadrà foglia,

né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.



C’è dunque un mondo

di cui reggo le sorti indipendenti?

Un tempo che lego con catene di segni?

Un esistere a mio comando incessante?



La gioia di scrivere.

Il potere di perpetuare.

La vendetta d’una mano mortale.



Wislawa Szymborska




3 commenti:

  1. Ciao Lui, bello cominciare il lunedì con questa poetessa! Poesia e filosofia che si intrecciano in questi versi emozionanti.
    Grazie! Ti auguro una buona settimana:)
    Lara

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  2. Forse una delle migliori - a mio modesto giudizio - liriche di Wislawa Szymborska, in funzione dell'elegante intreccio tra la bellezza della natura e la forte ispirazione artistica.

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  3. Cara Lui, grazie per questi versi delicati e profondi... ricchi di riflessioni e considerazioni.
    Buona settimana

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