lunedì 25 luglio 2011

Finestra di Vivian Lamarque


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Quanto cara mi è questa finestra
che mi separa e unisce a Milano.
Ma questa caserma coi soldatini
di stagno e questo castellino finto
o che sia vero? qual è il giusto tempo?
cosa quel RAI lassù, a mezzo cielo?
e da piazza Firenze (mia matrigna?
perché l'1 verde spunta arancione?
Quando lo sento in strada sferragliare
qual eco risuona, e come e dove
familiare? Quando qui sotto il vecchio
Tennis - già da cent'anni - gioca
e dalla caserma l'Inno d'Italia
sale, l'Itali s'è e quando desta?
tutto mi gira e gira nella testa.

dal libro Poesie 1972-2002 di Vivian Lamarque - Oscar Mondadori

giovedì 14 luglio 2011

William Butler Yeats - Il pescatore



Benché ancora lo possa vedere,
L'uomo col viso pieno di lentiggini
Mentre cammina sul colle verso un luogo grigio
Con il suo abito grigio di Connemara,
All'alba, per gettare le sue mosche,
E' passato gran tempo da quando cominciai
Ad evocare l'immagine
Di quest'uomo saggio e semplice.
Per tutto il giorno avevo affrontato
Ciò che speravo sarebbe stato il compito
Da scrivere per la mia razza
E per la realtà:
I vivi che odio,
Il morto che amai,
Il vigliacco seduto sul suo seggio,
L'insolente impunito,
Il furfante che non viene condannato
Se sa farsi applaudire da ubriachi,
L'uomo arguto e i suoi motti di spirito
Rivolti al più comune orecchio,
L'uomo esperto che getta
Le grida del buffone,
L'annientamento dei saggi
E l'annientamento della grande Arte.

Circa un anno più tardi
All'improvviso cominciai
A dispetto di questo uditorio
A immaginare un uomo
E il suo viso coperto di efelidi di sole,
E il suo abito grigio di Connemara,
Arrampicarsi in alto fino a un luogo
Dove la pietra è scura sotto la schiuma,
E il movimento del suo polso
Quando le mosche cadone nella corrente;
Un uomo che non esiste,
Un uomo che è soltanto un sogno;
E gridai: "Prima 'essere vecchio
Bisognerà che gli dedichi magari
Una sola poesia, ma che sia fredda
E appassionata come l'alba".