sabato 28 maggio 2011

Non t'amo come se fossi rosa di sale di Pablo Neruda


Non t'amo come se fossi rosa di sale,

topazio o freccia di garofani

che propagano il fuoco:

t'amo come si amano certe cose oscure,

segretamente, entro l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;

grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove,

t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:

così ti amo perchè non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


Pablo Neruda

sabato 21 maggio 2011

Questa volta di R. Tagore

Van Gogh - Campo di grano con cipressi

La primavera, che un giorno
apparve col suo seguito
nel mio giardino,
s'alzò chiassosa
nell'abbondanza d'innumerevoli petali,
nel melograno, nelle campanule,
nelle nuove foglie, di foresta in foresta:
con i suoi molteplici baci
turbò l'azzurro del cielo:
fece poi ritorno silenziosa
nel mio eremo deserto:
senza batter ciglio
rimane ferma,
nascosta in un angolo
della mia casa solitaria:
guarda lontano, verso l'orizzonte,
dove il verde svanisce
e muore l'azzurro del cielo.


Tagore

venerdì 20 maggio 2011

Qui ti amo di Pablo Neruda

Tiziano Allegoria delle tre età della vita


Qui io ti amo.

Tra i pini scuri si srotola il vento.

Brilla fosforescente la luna su acque erranti.

Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.

Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.

A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave. Solo.

A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.

Suona, risuona il mare lontano.

Questo è un porto.

Qui io ti amo.

Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.

Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.

A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,

che corrono sul mare dove non arriveranno.

Mi vedo già dimenticato come quelle vecchie ancore.

Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.

Si stanca la mia vita inutilmente affamata.

Amo quel che non ho. Tu sei così distante.

La mia noia lotta con lenti crepuscoli.

Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.

La luna proietta la sua pellicola di sogno.

Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.

E poichè io ti amo, i pini nel vento

vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.


poesia di Pablo Neruda

domenica 15 maggio 2011

I sonetti di Shakespeare

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Hello Kitty Mania Graphics

65
Se bronzo sasso terra oceani immensi
sovrasta in potestà la trista morte
come potrebbe a questa rabbia reggere
beltà, che non ha forza più d'un fiore?
Il respiro di miele dell'estate
terrà all'assedio, al battito dei giorni
quando erte rocche, portali d'acciaio
non son forti che il tempo non li crolli?
Paurosa idea! dove salvar del tempo
dagli scrigni la gioia sua più cara?
Qual mano tratterrà quel passo celere,
lo scempio di beltà chi può vietare?
Ah nessuno, o il miracolo sovrano
che in inchiostri il mio amore arda e rimanga.

da I sonetti di Shakespeare - ed. Grandi Tascabili Economici Newton

martedì 10 maggio 2011

Il ponte - Fernando Pessoa



Irrorami di baci come la rugida,
e per il mio spirito risvegliato
sarà mattino.
Il mio grigio capo chino adorna
d'alloro, sicché io possa vedere
la mia ombra incoronata e sorridere anche se sono addolorato.
Benché il mio capo sia piegato,
i tuoi piedi, calzati di speranza,
passano e sono eloquenti
nella maniera in cui non si fermano.
Sono piegati in qualche luogo sull'erba
con quella parte di me che scruta i significati.
Siamo per sempre amanti,
al di là della complicità della carne,
amanti in un modo nuovo
che abbia bisogno di parole né di sguardi.
Così astratto, il nostro amore possa essere
non nostro, ma un vago sospiro dell'Essere Puro.

da Il violinista pazzo di Fernando Pessoa - Passigli Poesia

sabato 7 maggio 2011

Sollievo di Antonia Pozzi



Stasera, un cielo teso, tutto gonfio
di bianco, come fosse una gran vela
assicurata al margine dei tetti
con poche cuciture rosa e viola.
Un'impazzata stridula di rondini
scatta a tradurne in veementi guizzi
i contenuti palpiti di luce,
ed il rosso fervero del mio sangue
si scolora subitamente in lacrime,
limpide e pure come gocce d'acqua.

Milano, 20 maggio 1929

poesia Sollievo di Antonia Pozzi

martedì 3 maggio 2011

O Maria, aurora del mondo nuovo. di Giovanni Paolo II

O Maria,

aurora del mondo nuovo,

Madre dei viventi,

affidiamo a Te la causa della vita:

guarda, o Madre, al numero sconfinato

di bimbi cui viene impedito di nascere,

di poveri cui è reso difficile vivere,

di uomini e donne vittime di disumana violenza,

di anziani e malati uccisi dall'indifferenza

o da una presunta pietà.

Fa' che quanti credono nel tuo Figlio

sappiano annunciare con franchezza e amore

agli uomini del nostro tempo

il Vangelo della vita.

Ottieni loro la grazia di accoglierlo

come dono sempre nuovo,

la gioia di celebrarlo con gratitudine

in tutta la loro esistenza

e il coraggio di testimoniarlo

con tenacia operosa, per costruire,

insieme con tutti gli uomini di buona volontà,

la civiltà della verità e dell'amore.

a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.



Giovanni Paolo II

domenica 1 maggio 2011

Ho una nave segreta dentro al corpo di Alda Merini

Flowers


Ho una nave segreta dentro al corpo,
una nave dai mille usi,
ora zattera ora campana
e ora solo filigrana.
È la mano di Fatima verde di colli,
la rosa del deserto già dura
e una perla nel cuore:
la mia paura.