giovedì 28 aprile 2011

La vita sognata di Antonia Pozzi





Chi mi parla non sa

che io ho vissuto un'altra vita -

come chi dica

una fiaba

o una parabola santa.



Perchè tu eri

la purità mia,

tu cui un'onda bianca

di tristezza cadeva sul volto

se ti chiamavano con labbra impure,

tu cui lacrime dolci

correvano nel profondo degli occhi

se guardavano in alto -

e così ti parevo più bella.



O velo

tu - della mia giovinezza,

mia veste chiara,

verità svanita -

o nodo

lucente - di tutta una vita

che fu sognata - forse -

oh, per averti sognata,

mia vita cara,

benedico i giorni che restano -

il ramo morto di tutti i giorni che restano,

che servono

per piangere te.

lunedì 25 aprile 2011

Il tuo cuore lo porto con me di Edward Estlin Cummings

Il tuo cuore lo porto con me

Lo porto nel mio

Non me ne divido mai.

Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;

qualsiasi cosa sia fatta da me,

la fai anche tu, mia cara.

Non temo il fato

perché il mio fato sei tu, mia dolce.

Non voglio il mondo, perché il mio,

il più bello, il più vero sei tu.

tu sei quel che luna sempre fu

e quel che un sole sempre canterà sei tu

Questo è il nostro segreto profondo

radice di tutte le radici

germoglio di tutti i germogli

e cielo dei cieli

di un albero chiamato vita,

che cresce più alto

di quanto l'anima spera,

e la mente nasconde.,

Questa è la meraviglia che le stelle separa.

Il tuo cuore lo porto con me,

lo porto nel mio.



Edward Estlin Cummings



Giovanni Pascoli - Gesù

Guariento - Gesù

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all'ombra d'una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne' Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l'inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio_ Giuda bisbigliò veloce-
d'un ladro, o Rabbi, t'è costì tra 'piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l'ombra nella voce,

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Gesu'
di Giovanni Pascoli

Gianni Rodari - Dall'uovo di Pasqua


Easter
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Dall'uovo di Pasqua

è uscito un pulcino

di gesso arancione

col becco turchino.

Ha detto: "Vado,

mi metto in viaggio

e porto a tutti

un grande messaggio".

E volteggiando

di qua e di là

attraversando

paesi e città

ha scritto sui muri,

nel cielo e per terra:

"Viva la pace,

abbasso la guerra".

Gianni Rodari


Easter
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domenica 24 aprile 2011

Non scendo dalla croce ! di Fulton J. Sheen



Ero uscito di casa

per saziarmi di sole.

Trovai un uomo

che si dibatteva

nel dolore

della crocifissione.

Mi fermai e gli dissi:

"Permetti che ti aiuti"?



Lui rispose:

"Lasciami dove sono.

Non scendo dalla croce

fino a quando sopra

vi spasimano i miei fratelli,

fino a quando

per staccarmi

non si uniranno

tutti gli uomini".



Gli dissi:

"Che vuoi

che io faccia?".

Mi rispose:

"Va' per il mondo

e di' a tutti coloro

che incontrerai

che c'è un uomo

che aspetta

inchiodato

sulla croce".



mercoledì 20 aprile 2011

Stabat Mater di Josef Rheimberger

La Madre addolorata stava
in lacrime presso la Croce
su cui pendava il Figlio

Chi non piangerebbe
al vedere la Madre di Cristo
in tanto supplizio?

Oh, Madre, fonte d'amore
fammi provare lo stesso dolore
perché possa piangere con te

Vergine gloriosa fra le vergini
non essere aspra con me
fammi piangere con te

E quando il mio corpo morirà
fà che all'anima sia data
la gloria del Paradiso. Amen


Joseph Gabriel Rheinberger (Vaduz, 25 novembre 1839 – Monaco di Baviera, 25 novembre 1901) è stato un compositore e organista liechtensteinese.

sabato 16 aprile 2011

Primaverile di Antonio Machado

Monet - Garden


Nuvole, sole, prato verde e case

Sull'altura, confusi. Primavera

argine. Ha messo nell'aria fredda dei campi

La grazia di quei pioppi lungo l'argine.



Dalla valle i sentieri vanno al fiume:

là, sul ciglio dell'acqua, amore aspetta.

Per te indossano i campi questa veste

Di giovane, oh invisibile compagna?



E quest'odore del faceto al vento?

E quella prima bianca margherita?

Sei con me dunque? Nella mano



Sento un doppio battito e il cuore mi grida

E nelle tempie mi assorda il pensiero:

si, sei tu che fiorisci, che resusciti.



martedì 12 aprile 2011

Sera d'aprile di Antonia Pozzi

Monet


Batte la luna soavemente

di là dai vetri

sul mio vaso di primule:

senza vederla la penso

come una grande primula anch'essa,

stupita,

sola,

nel prato azzurro del cielo.

sabato 2 aprile 2011

Sulla nave di Konstandìnos Kavafis


Certo gli somiglia questo piccolo
schizzo a matita.
Fatto alla buona, sul ponte della nave:
un meriggio incantanto
con il mare Ionio intorno a noi.
Gli somiglia. Eppure più bello lo ricordo.
Di una sensibilità eccessiva
che gli illuminava il volto.
Più bello mi appare
ora che l'anima mia del Tempo lo richiama.
Del Tempo. Tutte cose molto remote -
lo schizzo, e la nave, e il meriggio.
dal libro Poesie d'amore di Konstantìnos Kavafis