mercoledì 30 marzo 2011

Il mio cuore fu tuo di Fernando Pessoa

Degas - La classe di danza

Sì, un momento
passi ancora
per il mio vago pensiero,
e ricordarti sarebbe tormento
se immaginare fosse disgrazia.
Sì, in quell’ora
in cui parlammo più guardando
che parlando,
derivò questa cronica esitazione
che ora ho nel ricordarti.
Apparisti
nella mia vita
come una cosa che era alla porta.
Sparisti.
Più tardi seppi del tuo eclissarti.
Tuttavia, tuttavia,
riuscisti
a prendermi un po’ il cuore.
È un cuore triste
e non
si intende con tutto
né ha modi
per farsi amare
o per immaginarlo.
Salvo quando
il tuo sguardo
ostinatamente dolce
mi faceva saltare
il cuore in petto.
Ove andavo io?
Già lo scordavo.
Sì, il mio cuore fu tuo
in quel giorno o in un altro…
Neanche vi fosse altra terra o cielo
qualcosa sarebbe accaduto.


di Fernando Pessoa



mercoledì 23 marzo 2011

Ho dormito con te tutta la notte di Pablo Neruda

Tutta la notte ho dormito con te,


vicino al mare, nell'isola.

Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,

tra il fuoco e l'acqua.

Forse assai tardi

i nostri sogni si unirono,

nell'alto o nel profondo,

in alto come rami che muove uno stesso vento,

in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno si separò dal mio

e per il mare oscuro

mi cercava

come prima,

quando ancora non esistevi,

quando senza scorgerti

navigai al tuo fianco

e i tuoi occhi cercavano ciò che ora

-pane, vino, amore e collera-

ti dò a mani piene, perchè tu sei la coppa

che attendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te,

tutta la notte, mentre

coi vivi e coi morti,

e svegliandomi d'improvviso

in mezzo all'ombra

il mio braccio circondava la tua cintura.

Nè la notte nè il sonno

poterono separarci.

Ho dormito con te

e svegliandomi la tua bocca

uscita dal sonno

mi diede il sapore di terra,

d'acqua marina, di alghe,

del fondo della tua vita,

e ricevvetti il tuo bacio

bagnato dall'aurora,

come se mi giungesse

dal mare che ci circonda.



Pablo Neruda (Parràl 1904 – Santiago del Cile 1973)





sabato 19 marzo 2011

Farò della mia anima di K. Gibran

Farò della mia anima uno scrigno

per la tua anima,

del tuo cuore una dimora

per la tua bellezza,

del mio petto un sepolcro

per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera

e vivrò in te la vita di un fiore

sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle

canta l'eco delle campane;

ascolterò il linguaggio della tua anima

come la spiaggia ascolta

la storia delle onde.



K. Gibran

giovedì 17 marzo 2011

Campagna di Antonio Machado

nicolas poussin

La sera sta morendo

come un umile fuoco che si spegne.



Là, sui monti, non resta

che un po’ di brace. E quell’



albero rotto nel sentiero bianco

fa piangere di pena.



Due rami nel tronco ferito, e una

foglia appassita e nera in ogni ramo!



Piangi?... Nel folto del pioppeto d’oro,

lontano – un’ombra – l’amore ti aspetta.

martedì 15 marzo 2011

Shelley, Poemetti veneziani

'Racconterai con la smorfia dell'odio come fosse orribile accogliere il mio amore quando il tuo scemava; ti stupirai che avessi mai potuto volgere fattezze tali all'atto dell'amore...questo rimprovero, anche se vero (ché in effetti la natura non mi ha concesso la sua opera più scelta né in forma né in colore) non sarà la tua difesa... ché da quando le tue labbra baciarono le mie la prima volta, tanti anni fa, da quando gli occhi tuoi s'accesero di dolce fuoco ai miei, non sono decaduto nè mutato nella mente o nel corpo, o in niente se non come l'amore muta ciò che non ama dopo lunghi anni e molte prove.'



Shelley, Poemetti veneziani

Toulouse Lautrec

domenica 13 marzo 2011

Il sorriso di William Blake




C'è un sorriso d'amore,
E c'è un sorriso della seduzione,
Un sorriso c'è dei sorrisi
Dove s'incontrano quei due sorrisi.

C'è un aggrottamento dell'odio,
E c'è un aggrottamento di disdegno,
Ed un aggrottamento c'è degli aggrottamenti
Di cui invano tentate di scordarvi,

Poiché a fondo nel profondo del cuore penetra,
E affonda nelle midolla delle ossa -
E mai nessun sorriso fu sorriso,
Ma solo quel sorriso solo,

Sorriso che dalla culla alla fossa
Sorridere si può una volta sola;
Quando è sorriso,
Ha fine ogni miseria.

da Visioni di W. Blake - ed. Oscar Mondadori

sabato 5 marzo 2011

Amore non dannarmi di Alda Merini


Amore non dannarmi al mio destino

tienimi aperte tutte le stagioni

fa che il mio grande e tiepido declino

non si addormenti lungo le pulsioni

metti al passivo tutte le passioni

dormi teneramente sul cuscino

dove crescono provvide ambizioni

d'amore e di passione universale,

toglimi tutto e non mi fare male.
 

mercoledì 2 marzo 2011

Il pigro di Pablo Neruda


Madame de Bourbon-Conti, 1731, Noel-Nicolas Coypel


Seguiteranno a viaggiare

tra gli astri oggetti metallici

con dentro uomini stanchi,

violenteranno la luna

aprendovi farmacie.



E’ il tempo dell’uva piena

e il vino comincia a vivere

tra le montagne e il mare.



In Cile ballano le ciliege,

cantano le ragazze brune,

l’acqua nelle chitarre luccica.



Il sole bacia ogni porta

e col grano fa miracoli.



Il primo vino è rosato,

dolce come un bimbo tenero;

il secondo vino è robusto

come voce di marinaio;

e il terzo vino è un topazio,

un papavero e un incendio.



La mia casa ha mare e terra,

la mia donna ha grandi occhi

color nocciola selvatica

quando si fa notte il mare

si veste di bianco e di verde,

e la luna tra le schiume

sogna come una sposa marina.



Non voglio cambiare pianeta.