martedì 10 maggio 2011

Il ponte - Fernando Pessoa



Irrorami di baci come la rugida,
e per il mio spirito risvegliato
sarà mattino.
Il mio grigio capo chino adorna
d'alloro, sicché io possa vedere
la mia ombra incoronata e sorridere anche se sono addolorato.
Benché il mio capo sia piegato,
i tuoi piedi, calzati di speranza,
passano e sono eloquenti
nella maniera in cui non si fermano.
Sono piegati in qualche luogo sull'erba
con quella parte di me che scruta i significati.
Siamo per sempre amanti,
al di là della complicità della carne,
amanti in un modo nuovo
che abbia bisogno di parole né di sguardi.
Così astratto, il nostro amore possa essere
non nostro, ma un vago sospiro dell'Essere Puro.

da Il violinista pazzo di Fernando Pessoa - Passigli Poesia

2 commenti:

  1. Come è bella questa poesia, cara Lui!
    La leggo e la rileggo e non basta mai.
    Grazie per queste meravigliose perle che fai conoscere!
    Ciao,
    Lara

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  2. ...
    che non abbia bisogno di parole né di sguardi.
    ...

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