mercoledì 2 marzo 2011

Il pigro di Pablo Neruda


Madame de Bourbon-Conti, 1731, Noel-Nicolas Coypel


Seguiteranno a viaggiare

tra gli astri oggetti metallici

con dentro uomini stanchi,

violenteranno la luna

aprendovi farmacie.



E’ il tempo dell’uva piena

e il vino comincia a vivere

tra le montagne e il mare.



In Cile ballano le ciliege,

cantano le ragazze brune,

l’acqua nelle chitarre luccica.



Il sole bacia ogni porta

e col grano fa miracoli.



Il primo vino è rosato,

dolce come un bimbo tenero;

il secondo vino è robusto

come voce di marinaio;

e il terzo vino è un topazio,

un papavero e un incendio.



La mia casa ha mare e terra,

la mia donna ha grandi occhi

color nocciola selvatica

quando si fa notte il mare

si veste di bianco e di verde,

e la luna tra le schiume

sogna come una sposa marina.



Non voglio cambiare pianeta.



4 commenti:

  1. Sublime amore per la donna, l'umanità, la natura, il proprio paese.

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  2. Meravigliosamente romantica!!!! è bellissima. Vengo almeno 3 volte al giorno a leggere le tue poesie. Sono troppo belle

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  3. Bella scelta cara amica, sublime poesia.
    Buona giornata cara Lui.
    Tomaso

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  4. Un grande Neruda e stupenda la tua scelta di questa poesia.
    Grazie Lui.
    Buona giornata,
    Lara

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