venerdì 4 febbraio 2011

Il sangue e la luna di Yeats

PISSARRO - Ragazza con bastoncino

I
Sia benedetto questo luogo, e ancora
Più benedetta sia questa torre;
Una potenza arrogante e sanguinaria
Sorse da quella razza,
Esprimendola, e dominandola,
Simile a queste mura sorse
Da queste casupole battute dalla tempesta -
Nell'irrisione ho posto
Un emblema potente, e lo canto
Rima su rima
Nell'irrisione di un tempo
A metà morto in cima

II
La torre di Alessandro era un faro, quella di Babilonia
Un'immagine dei cieli in movimento, un giornale di bordo del viaggio del sole e della luna;
E Shelley aveva le sue torri, che egli una volta chiamò le coronate potenze del pensiero.

Dichiaro che questa torre è il mio simbolo; dichiaro
Che la sequenza di questa scala a chiocciola che si leva a spirale e s'avvita è la mia scala ancestrale;
Vi son saliti quel Goldsmith e il Decano, Berkeley e Burke.

Swift battendo il suo petto in sibillina frenesia accecato
Perché il cuore nel suo petto gonfio di sangue lo aveva trascinato giù nell'umanità,
Goldsmith deliberatamente suggendo al calice di miele del suo spirito,

E Burke dal capo altezzoso che dimostrò lo Statao essere un albero,
Che questo invincibile labirinto d'uccelli, secolo per secolo,
Na fa cadere che foglie morte sull'eguaglianza matematica;
E Berkeley nominato da Dio, che dimostrò tutte le cose essere un sogno,
Che questa assurda, pragmatica scrofa del mondo, con una figliata tutt'altro che solida.
Svanirebbe all'istante se lo spirito non mutasse il suo tema;

La Saeva Indignatio e il salario dell'operaio,
La forza che dà al nostro sangue e allo stato la magnanimità del proprio desiderio;
Ogni cosa che non sia Dio consumata dal fuoco dell'intelletto.

II
La purezza della luna senza nubi
Come un dardo ha scoccato il suo raggio
Sul pavimento. E sette secoli ormai sono passati,
Ed essa è pura, il sangue d'innocenza
Non ha lasciato macchia. Sulla terra sazia
Di sangue, il soldato, l'assassino e il carnefice,
Un giorno hanno sostato qui per l'obolo
Quotidiano, o con cieca paura o per un odio astratto,
E versarono sangue, ma non un solo getto
Potè lassù zampillare: un odore di sangue
Sulla scala degli avi! E noi che non versammo sangue
Dobbiamo qui raccoglierci e gridare
Con un fremito ebbro per la luna.

IV
Premono alla finestre splendenti o polverose,
Sembrano premere ai cieli inondati di luna,
Farfalle come tartarughe, farfalle come pavoni,
Due falene notturne se ne stanno sull'ala.
Ogni nazione moderna è forse simile alla torre,
A metà morta in cima? Non importa ciò che dissi,
Perché la saggezza è propria dei morti, qualcosa
Di incompatibile con la vita; e il potere,
Come qualsiasi cosa che abbia il colore del sangue,
E' propria dei vivi; ma nessun colore
Può giungere sul viso della luna
QUnado ho guardato in gloria da una nuvola.

da 33 poesie di Yeats - ed. Mondadori

3 commenti:

  1. Splendida, potente poesia, ben accompagnata dal dipinto di Pissarro.
    Ciao Lui,
    Lara

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  2. Possente poesia, nutrita di vera cultura, che ammonisce sugli arcani della storia.

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  3. Poesia intensa e stupenda,magicamente accompagnata dal dipinto di Pissarro.

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