domenica 29 agosto 2010

Montmartre di Alessandro Montalto


Bramerò una scarpinata


per le malagevoli scorciatoie e gli ardui viottoli

della Montmartre d'Ottocento,

suburbio avvinazzato di pastelli, oli e acquarelli,

sobborgo di bistrot, buvette e gargotte, raccapriccio.

Arrafferei i pennelli, o gli astucci o i tubetti,

a una scapigliato paesaggista carnevalesco

e mi affacenderei sino alla fiaschetteria più prossima

e, fra le cassapanche e gli scanni di questa,

lo infarcirei di consommé, rolleé e crepes.

A un ritrattista, affiderei il mio effigiato,

per ammansire, sulla sua barattata tela,

le caricature di quel Dorian e di quell'Hyde,

che sonnecchiano, nei dedali del mio avvenuto.


dal libro Frammenti Amalgamati di Alessandro Montalto

lunedì 16 agosto 2010

'AMORI IMPOSSIBILI COME' di ANDREA ZANZOTTO



Amori impossibili come
sono effettivamente impossibili le colline.
Non è possibile che tanto amore
in esse venga apertamente
dato
e al tempo stesso dissimulato, anzi
reso inaccessibile.

Serie senza requie di inaccessibilità
che pur fa da accattivante
ingradante tappeto sulla
più grande breccia demenza desuetudine.
Colline ricche di mille pericoli di morte
per
quietamente
per avventato soccorrere tra cielietudini
per
insufficienza di attenzione a sé
di sorte in sorte
'intralcerà'
'si defilirà'.

mercoledì 11 agosto 2010

Se potessi incidere le mie poesie nel legno di F. Pessoa



Se potessi incidere la mie poesie nel legno,
esse sarebbero capite dai bambini,

così vicine al senso che le cose hanno in Dio
sono le mie poesie e i pensieri dei bambini.

Perché un bambino sa che la logica e il significato
sono solo un nulla che nulla nasconde,

e un bambino ha la divina consapevolezza
che tutto è un giocattolo e tutto è bello,

un ditale, una pietra e un rocchetto di cotone
sono cose che possiamo sentire perfettamente,

e se ne facciamo degli uomini,
esso sono uomini reali, non fantasie.

Potessi dunque ricavare i miei versi
da semplici idee e migliorarli più che

in visibile scultura, in disegno o in qualcosa a cui
i mie versi possano somigliare.

Sarei allora il poeta dei bambini,
e forse senza mai arrivare a saperlo

con il senso esteriore che fa la vita più triste,
su ogni viso innocente diventato più felice,

Dio darebbe alla mia anima il senso
perduto della conoscenza, della ricompensa -

il senso dei bambini ancora più bambini
quando, recitando le miei poesie a loro piacimento,

trastullandosi con i giocattoli, a gambe spiegate,
vagano allegramente per questo visibile mondo.

mercoledì 4 agosto 2010

La luna, spilla d'oro sul drappo delle stelle di Maria Luisa Spaziani


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La luna, spilla d'oro sul drappo delle stelle,
per la mia lampada è fonte di energia.
Con misteriose onde mi raggiungono
le parole che sa.

Senza di lei saremmo gattini ciechi,
votati a una morte per fame.
Gocciola il nutrimento, latte, latte
scivola lungo i raggi.


dal libro La luna è già alta di M. L. Spaziani ed. Mondadori