martedì 29 giugno 2010

La valle di Mario Luzi









Rosolina Mare agosto 2009









Lo scambio di saluti

con gente poco nota

per una strada d'andamento incerto,

di muri bassi, che lascia apparire

di novembre una campagna umiliata

e giungere o ecclissarsi

un suono di campana

sparso per tutta la giornata bassa

e grigia.... poi nessuna anima viva

fino all'incontro dopo la voltata

più brusca d'una carovana chiusa

dentro le tende dei suoi carri rose

e sventolanti...E' tutto il mio viaggio

per questa terra lavorata palmo

a palmo, di padre in figlio, perché fosse un orto.



E non ho lesinato le mi forze,

mi sono spinto sotto il cielo acquoso

chilometri e chilometri, ma visto

non ho visto che pochi alberi, pochi

tralci, grevi, le foglie rilasciate,

prossimi alla rapina che li aspetta.

Per ore ed ore di cammino varie

e uguali dove niente reca segno

d'amore e di possesso e quel che resta

resta come votato ad un saccheggio

o come pronto ad una migrazione

verso altra vita o verso il nulla, a lampi,

a squarci, ho riveduto i grandi e gretti,

saldi, asciiugati dal sudore, corsi

da grinza a grinza fino alla mandibola

da baleni d'astuzia, rifinirsi

sul loro, porre gli occhi sull'altrui,

azzuffarsi per una zolla o un cespo.

domenica 27 giugno 2010

Wislawa Szymborska - Amore a prima vista



Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.



Non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?



Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

Uno "scusi" nella ressa?

Un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.



Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.



Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.



Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?



Vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.



Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

giovedì 24 giugno 2010

Se avessimo ali di E. Dickinson


1242

Se avessimo ali

per sfuggire al ricordo

molti volerebbero

abituati a cose più lente

gli uccelli sgomenti

scruterebbero l'interminabile schiera

di uomini in fuga

dalla mente dell'uomo.

mercoledì 23 giugno 2010

Preghiera - Antonia Pozzi

Signore, tu lo senti
ch'io non ho voce più
per ridire
il tuo canto segreto.
Signore, tu lo vedi
ch'io non ho occhi più
per i tuoi cieli, per le nuvole tue
consolatrici.

Signore, per tutto il mio pianto,
ridammi una stilla di Te
ch'io riviva.

Perchè tu sai, Signore,
che in un tempo lontano
anch'io tenni nel cuore
tutto un lago, un gran lago,
specchio di Te.
Ma tutta l'acqua mi fu bevuta,
o Dio,
ed ora dentro il cuore
ho una caverna vuota,
cieca di Te.

Signore, per tutto il mio pianto,
ridammi una stilla di Te,
ch'io riviva.

20 ottobre 1932

mercoledì 16 giugno 2010

Antonio Machado, Solitudini



XI
Io vado sognando strade
nella sera. Le colline
dorate, i verdi pini,
le querce arse di polvere!...

Dove finirà la strada?
Vado cantando, viandante
al limite del pensiero...
-Sta per calare la sera-

-Dentro il cuore avevo
la spina di una passione;
riuscii a strapparla un giorno:
non più il mio cuore.'

Tutta la campagna resta
meditando, muta e buia,
un istante. Soffia il vento
tra quei pioppi del fiume.

Sempre più scura è la sera;
e la strada che serpeggia
e baincheggia debolmente
si fa oscura e scompare.

Torna a gemere il mio canto:
'Acuta spina dorata,
oh, potessi io sentirti
piantata dentro il cuore'.


Antonio Machado, Solitudini

martedì 15 giugno 2010

Emily Dickinson , Fammi un quadro del sole




Fammi un quadro del sole -
Che l'appenda in stanza -
e possa fingere di scaldarmi
mentre gli altri lo chiamano 'Giorno'!


Disegnami un pettirosso - su un ramo -
Che io l'ascolti, sarà il sogno,
e quando nei frutteti la melodia tacerà -
che io deponga - questa mia finzione -


Dimmi se è proprio caldo - a mezzogiorno
se siano i ranuncoli - che 'si librano' -
o le farfalle - che 'fioriscono'.
Poi - evita - il gelo - che si stende sui campi -
e il colore della ruggine - che si posa suglia alberi -
Fingiamo che quelli, ruggine e gelo - non arrivino mai!


Emily Dickinson , Fammi un quadro del sole

domenica 13 giugno 2010

Antonia Pozzi - Dopo la tormenta

A mezza notte

col vento una folata di stelle

s'abbatteva ai vetri.


Fino all'alba

velieri argentei di brume

in laghi d'ombra

percorrevano i prati.


Poi la luce

lenta riallacciava sulla fronte

del cielo

la corona delle montagne:


che si scopriva nel sole,

candida

di fresca neve - armoniosa

come un arco

di fiori.


18 febbraio 1935
Antonia Pozzi - Dopo la tormenta

mercoledì 9 giugno 2010

Eugenio Montale - Maestrale

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta
sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
e pena svetta.

Una certezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.




O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tua mani, guarda:

sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là".

Eugenio Montale, Maestrale

domenica 6 giugno 2010

Salito su un cespuglio di Santos Lopez

(In tutta naturalezza respiriamo qualcosa di tropicale: Una mentalità non mentale.)

Salito su un cespuglio sto ricordando la vita.
Là sono uno solo con me stesso,
E chi parla e chi ascolta sono io stesso.

Il mio albero è infisso nel cielo,
Le sue radici profonde non hanno ombra.
E il suo tronco gira senza tempo su foglie di mercurio.

Dai primi rami contempli, ti contempli,
Le pietre morte e quelle non morte.
Grande questo sentiero, sottile come un filo.

Mi fermo all'ingresso e vedo padre e madre,
Mi incontro con loro nella notte,
Orizzontali nello stesso letto.

Nella nostra prima casa immutabile e vera,
Con un patio bianco pieno di ricordi e sensazioni,
Passa un fiume che sempre mi travolge,

Una casa piena di porte che si riempie d'acqua.
Mia madre dice, 'Facciamo un viaggio nel mondo',
e arriviamo.
Adesso camminiamo in un mercato.

Ancora oggi viaggio, per amore dei padri.
Ora li cerco nei miei figli.
Per questo resto qui a vivere in un ramo.

Salito su un cespuglio sto ricordando la vita.
Quest'albero sapeva che lo avrei raggiunto,
Arrampicandomi anche coi dentii nel collo
Come un cane per accudirlo carica il cucciolo.

Salgo più in alto, vicino a un'altra casa,
Chi è che mi butta in faccia aria nera di fuoco?
E il destino mi pone la sua maschera
Feroce, calda,
Sensuale, pesante,
Un pò prominente.

da I cercatori d'acqua di Santos Lopez

Emily Dickinson - 796

Chi conosce giganti, con uomin minori
è timido, incompleto.
La grandezza è sorgente di disagio
tra inadeguata compagnia.

Un essere più piccolo non sarebbe turbato.
Il moscerino estivo
salpa e non sa che la sua sola vela
non empie tutto il cielo.

sabato 5 giugno 2010

Preghiera alla poesia Antonia Pozzi

Oh, tu bene mi pesi
l'anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.

Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d'oro
che fu il mio cuore,
ho rotto l'erba,
rovinato la terra -
poesia - quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l'allodola
e con gli occhi cercai di salire -
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato -
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca -
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

Pasturo, 23 agosto 1934

venerdì 4 giugno 2010

Il cervo bianco - Ezra Pound


Paisagens


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Li ho visti tra le nuvole sull'erica.

Eccoli! Non sostano né per amore né per dolore,

Eppure i loro sguardi sono quelli di un'innamorata,

Quando il cervo bianco irrompe dal coperto

E il vento bianco rompe il mattino.



"E' Fama, il cervo bianco, che inseguiamo,

Chiamate la muta del mondo a raccolta!".





Ezra Pound - Il cervo bianco

mercoledì 2 giugno 2010

Dall'immagine tesa - Clemente Rebora


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Dall'immagine tesa
vigilo l'istante
con imminenza di attesa -
e non aspetto nessuno:
nell'ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono -
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà se resisto,
a sbocciare non visto,
verrà d'improvviso,
quando meno l'avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà forse già viene
il suo bisbiglio".


CLEMENTE REBORA - Dall'immagine tesa - Le poesie

Sonnambulo - Hermann Hesse


Fotos


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Sonnambulo, a tastoni mi trascino attraverso bosco e precipizio,

fantastico mi attornia un cerchio magico

ardendo, indifferente se io segua dannato o vezzeggiato

devotamente l'intimo comando.




Quante volte la realtà in cui vivete

mi ha ridestato e richiamato a sé!

Io stavo in lei deluso ed atterrito

e di nuovo mi sono dileguato.




O calda patria a cui voi mi strappate,

sogno d'amore cui mi avete sottratto,

a rifugiarsi in te per mille vie segrete

torna il mio essere, come ritorna l'acqua verso il mare.




Mi guidano furtive sorgenti canore,

agitano uccelli di sogno piumaggi lucenti

della mia infanzia di nuovo riecheggia il suono,

nell'intreccio dorato, nel ronzare soave dell'api

mi trovo in singhiozzi accanto alla madre di nuovo.