giovedì 25 marzo 2010

JOHN KEATS - A Lord Byron






Byron, come dolcemente triste è la tua musica

Quando l'anima intona alla tenerezza:

Come se la Pietà con asprezza inconsueta

Suonasse il suo mesto liuto, e tu, accanto,

Ne raccogliessi le note per evitarne la morte.

Ricco d'ombre, il dolore non ti rende

Meno delizioso: vesti le tue pene

Con un lucente alone che irraggiando spende,

Come quando vela una nube la luna d'oro

E i suoi fianchi si tingono di bagliore,

Mentre i raggi ambrati vincono la veste scura

Scorrendo come vene bionde nel marmo nero.

E tu canta ancora, cigno morente, - la storia

Racconta ancora, avvincente, del dolore che incanta.



dal libro Poesie di John Keats

sabato 13 marzo 2010

VITTORIO SERENI - Un ritorno

Sul lago le vele facevano un bianco e compatto poema


ma pari più non gli era il mio respiro

e non era più un lago ma un attonito

specchio di me una lacuna del cuore.



Vittorio Sereni, Un ritorno

giovedì 4 marzo 2010

VIVIAN LAMARQUE - La signora dei fiori




Sulle mani un pò presto aveva i fiori della morte.

Come i fiori della morte?

Quei puntin che più si è vecchi più ce n'è.

Ne aveva tanti?

Ne aveva sette come i sette nani, sulle strade del bosco della mani.