domenica 5 settembre 2010

Nella mia stanza lo sento di E. Dickinson


Monet - Giardino

Nella mia stanza lo sento,
un amico privo di corpo -
Non un gesto, non una parola -
che provino che è lì -


Non occorre fargli posto -
E' cortesia migliore
il suo essere lì
intuire ed accogliere -


Il suo essere lì - è la sola libertà
che si prenda -
Non un suono, da lui a me o da me a lui
che ci privi della nostra integrità -


Stancarsi di lui, sarebbe strano
come se un atomo
trovasse monotona -
La compagna vasta dello spazio -


Non so se visiti alti -
né se presso altri si trattenga -
Ma l'istinto ne conosce il nome
Immortalità.



dal libro Silenzi di E. Dickinson ed. Universale Econ. Feltrinelli

3 commenti:

  1. Fai delle ottime scelte Luigina..
    Tutto bene con l'oratorio?

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  2. E' bello addormentarsi con l'eco dei versi di Emily nella mente.
    Grazie Luigina:

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  3. Grazie della tua visita e complimenti per il blog|

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