mercoledì 11 agosto 2010

Se potessi incidere le mie poesie nel legno di F. Pessoa



Se potessi incidere la mie poesie nel legno,
esse sarebbero capite dai bambini,

così vicine al senso che le cose hanno in Dio
sono le mie poesie e i pensieri dei bambini.

Perché un bambino sa che la logica e il significato
sono solo un nulla che nulla nasconde,

e un bambino ha la divina consapevolezza
che tutto è un giocattolo e tutto è bello,

un ditale, una pietra e un rocchetto di cotone
sono cose che possiamo sentire perfettamente,

e se ne facciamo degli uomini,
esso sono uomini reali, non fantasie.

Potessi dunque ricavare i miei versi
da semplici idee e migliorarli più che

in visibile scultura, in disegno o in qualcosa a cui
i mie versi possano somigliare.

Sarei allora il poeta dei bambini,
e forse senza mai arrivare a saperlo

con il senso esteriore che fa la vita più triste,
su ogni viso innocente diventato più felice,

Dio darebbe alla mia anima il senso
perduto della conoscenza, della ricompensa -

il senso dei bambini ancora più bambini
quando, recitando le miei poesie a loro piacimento,

trastullandosi con i giocattoli, a gambe spiegate,
vagano allegramente per questo visibile mondo.

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