domenica 6 giugno 2010

Salito su un cespuglio di Santos Lopez

(In tutta naturalezza respiriamo qualcosa di tropicale: Una mentalità non mentale.)

Salito su un cespuglio sto ricordando la vita.
Là sono uno solo con me stesso,
E chi parla e chi ascolta sono io stesso.

Il mio albero è infisso nel cielo,
Le sue radici profonde non hanno ombra.
E il suo tronco gira senza tempo su foglie di mercurio.

Dai primi rami contempli, ti contempli,
Le pietre morte e quelle non morte.
Grande questo sentiero, sottile come un filo.

Mi fermo all'ingresso e vedo padre e madre,
Mi incontro con loro nella notte,
Orizzontali nello stesso letto.

Nella nostra prima casa immutabile e vera,
Con un patio bianco pieno di ricordi e sensazioni,
Passa un fiume che sempre mi travolge,

Una casa piena di porte che si riempie d'acqua.
Mia madre dice, 'Facciamo un viaggio nel mondo',
e arriviamo.
Adesso camminiamo in un mercato.

Ancora oggi viaggio, per amore dei padri.
Ora li cerco nei miei figli.
Per questo resto qui a vivere in un ramo.

Salito su un cespuglio sto ricordando la vita.
Quest'albero sapeva che lo avrei raggiunto,
Arrampicandomi anche coi dentii nel collo
Come un cane per accudirlo carica il cucciolo.

Salgo più in alto, vicino a un'altra casa,
Chi è che mi butta in faccia aria nera di fuoco?
E il destino mi pone la sua maschera
Feroce, calda,
Sensuale, pesante,
Un pò prominente.

da I cercatori d'acqua di Santos Lopez

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